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Uber

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Uber
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StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
ISINUS90353T1007
Fondazione2009 a San Francisco
Fondata daTravis Kalanick, Garrett Camp
Sede principaleSan Francisco
Persone chiaveDara Khosrowshahi (A.D.) Ronald Sugar (Chairman)
SettoreTrasporto
Fatturato$43,978 milioni (2024)
Slogan«Dove Si Va?»
Sito webwww.uber.com/
Questioni legali in tutto il mondo

Uber è un'impresa con sede a San Francisco che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione mobile che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti. Insieme a AirBnb è considerato uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta sharing economy (economia collaborativa).[1]

La società opera in 77 nazioni e più di 616 città in tutto il mondo[2], e le sue auto possono essere prenotate usando il sito internet o l'applicazione mobile, tramite la quale i clienti possono inoltre tenere traccia in tempo reale della posizione dell'auto prenotata.

In Italia Uber è presente dal 2013[3] e, a seguito di diverse dispute legali, è attualmente disponibile solo nella sua versione più costosa, chiamata UberBlack. I responsabili della compagnia statunitense ritengono che l'impossibilità di operare in Italia attraverso servizi più economici come UberX (la sua opzione più diffusa, presente sui mercati internazionali in oltre 70 paesi) sia causata dall'arretratezza normativa e dall'incapacità della classe dirigente politica italiana nel superare concezioni anacronistiche del mondo lavorativo (e ciò nonostante un parere favorevole emesso dall'Antitrust che sollecitava l'intervento del Parlamento a legiferare in merito)[4][5] e nello scardinare il lobbismo delle associazioni di categoria,[6][7][8][9] quando le opportunità di sviluppo attuali offerte dalla gig economy richiederebbero un atteggiamento più innovativo.[10] Parte della letteratura scientifica ha però sulla questione un atteggiamento più prudente, ricordando come le regole sulla base delle quali Uber Pop sia stato dichiarato illegale in Italia servano a tutelare interessi pubblici che il mercato, da solo, lascerebbe insoddisfatti,[11] e, nel metodo, che regole antiquate si debbano cambiare seguendo i processi costituzionalmente previsti. Più in generale quindi, la regolamentazione della cosiddetta gig economy richiede un approccio moderno non solo per sfruttarne le opportunità, ma anche per individuare e prevenirne i rischi.[12] Inoltre dal 2022 la compagnia grazie all'accordo di partnership siglato con ItTaxi (primo operatore italiano per servizi taxi)[13] offre anche il servizio Uber Taxi, tramite il quale è possibile prenotare tramite la propria app una corsa effettuata da un tassista tradizionale munito di regolare licenza;[14] il servizio inizialmente presente solo a Milano, è al 2025 disponibile in 13 città italiane.[15]

La Uber Technology Inc. viene fondata nel marzo 2009 a San Francisco da Garrett Camp, insieme al suo socio e collaboratore Travis Kalanick.[16] Il progetto iniziale dei fondatori si basa sull'idea di creare un sistema di trasporto diretto che possa essere sia contenuto nei costi che facile da procurare: iniziano così a pensare a un sistema che permetta di prenotare un'auto tramite un'app dello smartphone, e che consenta di trasformare qualsiasi guidatore privato con la sua automobile in un potenziale autista professionista. La denominazione originale della compagnia era UberCab, poi ridotta a Uber nel 2011 a seguito delle numerose proteste dei tassisti di diverse città americane (in particolare a San Francisco dove la municipalità inviò una lettera di cessazione delle attività per il nome UberCab, sostenendo che questi violava le regolamentazioni sui taxi).[17]

L’investimento iniziale di $250.000 genera in un solo anno,[18] tra il 2009 e il 2010, $1,25 milioni; nel 2010, First Round Capital e un'altra società investono questa cifra, valutando la start-up 4 milioni di dollari.[19]

Nel maggio 2010 UberCab, dopo il perfezionamento dell'applicazione per smartphone, viene lanciata a San Francisco[20], dove il servizio ha il costo di un quinto rispetto a quello di un taxi tradizionale.[21] All' inizio la sperimentazione è basata su un servizio di auto nere di lusso prenotabili tramite un’app; l’idea era quella di testare il mercato tra professionisti e persone disposte a pagare un extra per ottenere un servizio premium. La risposta della clientela fu incoraggiante: già i primi utenti infatti dimostratrono particolare apprezzamento per la semplicità ed efficacia del servizio, e la possibilità, con un semplice tocco sullo schermo, di avere a disposizione un’auto in pochi minuti, senza bisogno di chiamare un centralino e stare in attesa come con i taxi. Il pagamento era automatico tramite carta di credito, eliminando la necessità di avere contanti o negoziare il prezzo con l’autista.

Da qui in poi lo sviluppo è rapido ed esponenziale: nel 2011 Uber arriva a New York, Seattle, Chicago, Boston e Washington D.C.[22] e ottiene un grosso finanziamento da Benchmark Capital che investe 12 milioni di dollari per rilevare il 20% delle azioni della società, valutata 60 milioni di dollari.[23][24]

Nel dicembre 2011 la compagnia si apre al mercato internazionale installandosi a Parigi,[21] e riceve un altro importante investimento di 26,5 milioni di dollari da parte di Menlo Ventures.[25]

Nel luglio 2012 l'azienda lancia sul mercato UberX, un nuovo servizio che propone macchine meno lussuose con un costo inferiore del 35%.[21] Nello stesso anno, dopo aver osservato che, soprattutto nei giorni di festa e negli orari di punta si verifica una scarsezza di auto disponibili, mette in atto il cosiddetto dynamic pricing model, un algoritmo che regola automaticamente il prezzo delle corse in base alla richiesta e in questo modo riporta le curve di domanda-offerta in equilibrio, dato che se la corsa costa troppo molti utenti scelgono mezzi alternativi.[26]

Nel 2013 l'azienda riceve un investimento di 250 milioni di dollari da parte di Google Ventures e viene valutata 3,5 miliardi.[27] Si espande in India e in Africa.[21]

Nel 2014 Uber approda in Cina, attualmente uno dei suoi terreni di mercato maggiori, dove riceve un investimento di 600 milioni di dollari dal motore di ricerca cinese Baidu;[21] lo stesso anno lancia UberPool, un nuovo e ancora più economico servizio che permette di condividere la corsa con altri utenti che devono andare nella stessa direzione.

Nel 2015 nasce Uber Eats[21], servizio di consegna di cibo pronto a domicilio, e l'azienda comincia a investire nella ricerca tecnologica sulle vetture a guide autonoma, che porta tuttora avanti con l'appoggio di importanti aziende automobilistiche come Toyota e Volvo.[28]

Nel 2016 l'azienda riceve un importante investimento di 3,5 miliardi di dollari dal Saudi Arabia Public Investment Fund.[21]

Nel 2017 la compagnia viene valutata 48 miliardi di dollari;[29] si stima che effettui all'incirca 15 milioni di viaggi al giorno in tutto il mondo e che abbia circa 15.000 impiegati in totale.[3] Nell'agosto dello stesso anno a seguito di accuse di molestie sessuali, spionaggio aziendale e truffa, l'Amministratore delegato e co-fondatore Travis Kalanich viene costretto a dimettersi, lasciando il posto a Dara Khosrowshahi, manager di origini iraniane che prima di passare a Uber ha guidato per anni l'agenzia di viaggi online Expedia.[30]

In un contesto di incidenti stradali in cui le donne sono spesso vittime, l'azienda annuncia il lancio dell'opzione "Women", garantendo che il VTC sarà guidato da una donna.[31]

Nel 2025 viene annunciato in partnership con Gemini Trains il servizio Uber Trains, che dal 2029 collegherà con treni ad alta velocità Londra Parigi, Bruxelles e Lille.[32]

Le reazioni in Italia

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L’approdo di Uber sul mercato ha messo in difficoltà l’ordinamento italiano.

UberBlack fu il primo servizio a sbarcare a Milano nel marzo 2013. Giuridicamente tale servizio può essere ricondotto alla categoria degli operatori NCC (noleggio con conducente), in quanto gli autisti sono titolari di autorizzazione per la prestazione di detto servizio. Però, a differenza dei conducenti NCC, UberBlack non rispetta la previsione dell'art. 3 della Legge Quadro del 1992 che ne obbliga il rientro in rimessa al termine del servizio. Per questo UberBlack viene considerato abusivo da parte del Comune di Milano, dove nel 2013 un autista della compagnia fu fermato davanti a un albergo in piazza della Repubblica, intento a caricare un cliente senza essere passato prima in rimessa.[33] [34] Multato e imposto il fermo amministrativo del veicolo, l'autista e la compagnia fecero ricorso al giudice di pace il quale nel novembre successivo annullò l'ordinanza dei vigili chiedendo il dissequestro del veicolo; il Comune di Milano però impugnò la sentenza rivolgendosi al Tribunale che ribalta la sentenza confermando integralmente il verbale emesso, condannando l'autista al pagamento delle spese e bloccando il veicolo.

Nel 2015, sempre a Milano esploderà il caso del servizio UberPop. Gli autisti UberPop sono privi di qualsiasi tipo di licenza: bastano infatti pochi requisiti quali una fedina penale immacolata, patente di guida da almeno 3 anni, non aver mai avuto sospensioni di patente, essere in possesso di un'auto intestata e immatricolata da non più di 8 anni (di dimensioni medie o grandi con almeno 4 posti e in ottime condizioni), essere in possesso di una copertura assicurativa per i passeggeri. Per questo il Tribunale di Milano nel maggio 2015 [35] (e successivamente il Tribunale di Torino nel 2017)[36] accogliendo il ricorso delle associazioni di categoria decreta il blocco del servizio su tutto il territorio nazionale, accusando UberPop di concorrenza sleale in quanto la mancata soggezione degli autisti UberPop ai costi inerenti al servizio taxi consente l'applicazione di tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico e non praticabili dal tassista.[37] Il 13 febbraio 2015 a Genova il giudice di pace Giovanni Gualandi accoglie il ricorso presentato da un guidatore Uber che era stato sanzionato mesi prima come tassista abusivo,[38] affermando che il servizio offerto da UberPop non è riconducibile al taxi ma semmai al noleggio con conducente.[39] [40]

Il Tribunale di Roma nel 2017[41] riprende il caso UberBlack e ne revoca la propria ordinanza di blocco in quanto in dubbio sulla razionalità dell'obbligo dell'art.3 della Legge 21/92 del rientro in rimessa degli NCC al termine del servizio. Il 7 aprile dello stesso anno il Tribunale di Roma dispone il blocco dei servizi Uber (tranne Uber Eats) in tutta Italia a partire dal 17 aprile,[42] ordinanza sospesa dopo circa una settimana in attesa della valutazione del reclamo presentato dall'azienda.[43]

Ad oggi quindi, Uber è operante in Italia con il solo servizio UberBlack, ma rimangono vietati i servizi UberPop ed UberX.

In Italia, i conflitti tra taxi, NCC e Uber riguardano concorrenza, regolamentazione e tariffe.[44] I tassisti temono la concorrenza di Uber (a loro detta sleale) e la liberalizzazione del mercato, mentre gli NCC si trovano in una posizione intermedia, offrendo servizi flessibili ma potenzialmente influenzati dall'espansione di Uber. Uber, al centro di controversie legali, cerca di adattarsi alle normative italiane collaborando con autisti NCC, ma continua a ricevere critiche e opposizioni. Ogni servizio difende i propri interessi nel mercato dei trasporti, generando conflitti tra di loro. [45]

Uber subisce contestazioni in tutto il mondo per diverse ragioni e da parte di diversi soggetti.[46] I tassisti tradizionali contestano a Uber di non pagare le tasse in Italia, poichè la piattaforma che gestisce il servizio è controllata da una società, la Uber International B.V. con sede nei Paesi Bassi (che poi girerebbe tutti i ricavi ad altre società con sede offshore come la Uber International C.V. delle Bermuda): la compagnia respinge le accuse definendole pretestuose, in quanto la pratica di avere e di spostare le proprie holding di controllo nei paradisi fiscali per motivi finanziari è una prassi comune di tutte le maggiori corporation internazionali, sottolineando come nel caso di Uber ciò venga particolarmente strumentalizzato, e come inoltre tutti gli autisti partner della compagnia siano tenuti a regolarizzare la propria posizione fiscale in Italia, inclusa la partita IVA e la dichiarazione dei redditi, e ricorda come sul pagamento di ogni corsa effettuata Uber trattiene solamente il 25% del costo (ed è questo l'importo totale che viene girato ad Uber International e quindi finisce all'estero): il restante 75% rimane invece al conducente che paga regolarmente le tasse In Italia.[47] I detrattori evidenziano inoltre i problemi di sicurezza nei servizi offerti da Uber, in quanto essendo le persone che guidano questo tipo di veicoli dei privati non muniti del regolare patentino come chi guida i taxi metterebbero a rischio il passeggero, oltre a citare episodi (avvenuti principalmente negli Stati Uniti) di presunte aggressioni commesse dai suoi autisti, con migliaia di casi ancora pendenti presso i tribunali federali americani.[48] La compagnia ribatte garantendo assistenza completa all'utenza per tutta la durata della corsa (direttamente tramite app, che ha una funzionalità specifica per questo) e, in caso di problemi o incidente, assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7.[49]

Proteste provengono anche dagli stessi autisti Uber, i quali lamentano che le condizioni di lavoro siano troppo rigide, che non verrebbero rispettati i loro diritti di lavoratori e che il rapporto con l'algoritmo impersonale sia incontestabile anche nei casi di evidenti malfunzionamenti.[50] Nel 2015 ci sono state proteste in dieci paesi diversi che hanno causato anche gravi incidenti. Negli Sati Uniti il 31 dicembre 2013 Syed Muzzaffar un autista alla guida di un Uber investì a San Francisco una bambina di sei anni; la famiglia della vittima fece denuncia alla Uber Technology Inc, sostenendo che la società fosse responsabile per le azioni dei propri autisti. L'8 dicembre 2014, quasi un anno dopo l'incidente, Mazuffar venne arrestato e si scoprì che costui era stato già arrestato nel 2004 in Florida per guida in stato di ebbrezza. Questo incidente suscitò molte polemiche. Nel dicembre 2014 in Spagna i servizi di Uber Technology Inc. furono sospesi, per poi tornare disponibili nel marzo 2016 solo dopo che gli autisti si erano dotati di un'apposita licenza, simile a quella degli Ncc (noleggio con conducente) italiani.[51]

Nella città di Delhi in India il servizio è stato limitato perché non tutte le persone che guidano i mezzi Uber sono dotati della patente adatta. In Polonia, grazie alle continue proteste, gli autisti che guidano i mezzi Uber godono ora degli stessi diritti e benefici dei tassisti comuni. In Germania nel settembre 2014 dopo una sentenza di un tribunale di Francoforte (a cui si erano i rivolti i sindacati dei tassisti, che contestavano soprattutto l'utilizzo di autisti privati da parte della compagnia) il servizio di Uber fu vietato su tutto il territorio nazionale;[52] decisione ribadita da un'ulteriore sentenza emessa sempre dal tribunale nel marzo 2015, che confermava il divieto per Uber di esercitare il servizio UberPop sul territorio tedesco, ma consentiva però i servizi di UberBlack and UberTaxi (i quali utilizzano guidatori professionali).[53] Ad Austin in Texas, nel 2015 Uber Technology Inc. ha proposto il servizio, ma poi nel 2016 ha deciso di ritirare il progetto a causa delle imposizioni dettate dal governo per poi tornare a operare ad Austin su esplicita richiesta dei rappresentanti locali.[senza fonte]

Controversie legali

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Lo stesso argomento in dettaglio: Uber Files.

Nel 2022 l'azienda viene accusata, sulla base di alcuni suoi documenti trapelati, da molte testate giornalistiche europee (fra le quali Le Monde, The Guardian e l'Espresso insieme al Consorzio Internazionale dei giornalisti investigativi) di aver favorito la sua rapida espansione attraverso campagne molto aggressive ed "eticamente questionabili"[54] di infiltrazione dei mercati esteri, eludendo leggi locali[54], parlando direttamente con membri importanti e rilevanti dei governi in carica nei paesi in cui si volevano espandere[55], e mettendo molta pressione su alcuni politici e figure amministrative dell'occidente, fra cui il presidente francese Emmanuel Macron[56], Matteo Renzi[57][58], Joe Biden[59], l'ex cancelliere britannico George Osborne[60], l'ex capo di stato irlandese Enda Kenny[61], l'ex premier israeliano Benjamin Netanyahu[62] e l'ex commissaria europea alla competizione Neelie Kroers[63], per ottenere consensi e creare leggi che mettessero l'azienda in una posizione di vantaggio[64]. L'operazione era stata fortemente voluta seguita dall'amministratore delegato Travis Kalanick, ed è stata effettuata col sostegno economico di molti oligarchi russi[65]: per evitare che le forze dell'ordine ottenessero le e-mail e i messaggi incriminati, nell'azienda è stato usato un sistema di spegnimento dei sistemi informatici a distanza, detto "kill-switch", per nasconderli[66]. Quest'inchiesta è stata denominata Uber files[56][67][68].

Servizi in via di sviluppo

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  • Uber Air
  1. Uber and the economic impact of sharing economy platforms, su pieria.co.uk. URL consultato il 26 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2018).
  2. Company Information | Uber Newsroom US, su Uber Newsroom. URL consultato il 17 agosto 2019.
  3. 1 2 Uber e l’Italia, storia d’amore (turbolenta) lunga cinque anni, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 17 agosto 2019.
  4. L'Antitrust dà una mano a Uber sito=IL FOGLIO, su ilfoglio.it. URL consultato il 28 maggio 2020.
  5. Taxi, Antitrust chiede riforma al Parlamento: apertura a Uber e Ncc, compensazioni per i tassisti, su il Mattino. URL consultato il 28 maggio 2020.
  6. editorialedomani.it, https://www.editorialedomani.it/fatti/taxi-in-sciopero-contro-il-governo-e-uber-a-roma-aggredito-il-radicale-hallissey-i3m9n02b.
  7. Uber, ecco chi si è schierato contro e a favore, su Wired. URL consultato il 28 maggio 2020.
  8. Tante proposte, nessuna legge: la sharing economy s’inceppa, su la Repubblica. URL consultato il 28 maggio 2020.
  9. Bloccato il servizio UberPop in tutta Italia. Vittoria per i tassisti. Codacons: danno enorme per gli utenti, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 maggio 2020.
  10. Sharing economy: un fenomeno in crescita, ma senza regole, su LabParlamento. URL consultato il 28 maggio 2020.
  11. E. Mostacci, A. Somma, Il caso Uber. La sharing economy nel confronto tra common law e civil law, Milano, Egea, 2016, p. 130 ss..
  12. A. Aloisi, V. de Stefano, Il tuo capo è un algoritmo. Contro il lavoro disumano, Roma-Bari, Laterza, 2020.
  13. italiaeconomy.it, https://italiaeconomy.it/uber-approda-in-italia-con-it-taxi-e-con-splyt-storico-accordo-12000-taxi-circoleranno-in-italia-sotto-nuove-insegne/.
  14. uber.com, https://www.uber.com/it/it/r/cities/taxi/milano-lombardia-it/.
  15. quotidianomotori.com, https://www.quotidianomotori.com/automobili/uber-taxi-italia-tutte-citta-coperte/.
  16. La vita nuova di Uber: perché migliora per i propri autisti e cosa racconta la sua evoluzione nel 2017, su lastampa.it, 10 dicembre 2017. URL consultato il 17 agosto 2019.
  17. menteinnovativa.com, https://menteinnovativa.com/uber-storia-di-unidea-rivoluzionaria-da-miliardi-di-dollari/.
  18. Lashinsky, p. 141.
  19. Lashinsky, p. 151.
  20. Lashinsky, p. 147.
  21. 1 2 3 4 5 6 7 Avery Hartmans, Paige Leskin, The history of how Uber went from the most feared startup in the world to its massive IPO, su Business Insider. URL consultato il 17 agosto 2019.
  22. Lashinsky, p. 161.
  23. fundingentrepreneurialventuresblog.wordpress.com, https://fundingentrepreneurialventuresblog.wordpress.com/2025/04/17/benchmark-capitals-path-from-crazy-to-genius-for-investing-in-uber/.
  24. Lashinsky, p. 173.
  25. Lashinsky, p. 176.
  26. Uber's Surge Pricing - A Dynamic Pricing Model, su linkedin.com. URL consultato il 17 agosto 2019.
  27. Lashinsky, p. 210.
  28. Perché Uber è la startup più ricca (e odiata) del mondo, su Agi. URL consultato il 17 agosto 2019.
  29. Uber in saldo: Softbank rileva il 15%. La compagnia valutata 48 miliardi, il 30% in meno rispetto al 2016, su Repubblica.it, 29 dicembre 2017. URL consultato il 17 agosto 2019.
  30. Uber ha un nuovo ceo: chi è Dara Khosrowshahi (ex Expedia), su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 17 agosto 2019.
  31. Uber lance l’option « women », qui garantit que votre chauffeur sera… une conductrice, su leparisien.fr.
  32. Uber Trains: treni ad alta velocità da Londra a Parigi entro il 2029, su Quotidiano Motori, 28 agosto 2025. URL consultato il 10 settembre 2025.
  33. tech.fanpage.it, https://tech.fanpage.it/uberblack-bocciato-dal-tribunale-di-milano-concorre-con-i-taxi/.
  34. Comune di Milano – Direzione centrale mobilità trasporti ambiente – Settore sportello unico per la mobilità, Determinazione dirigenziale del 29 luglio 2013, n.209 (Servizio di autonoleggio da rimessa con conducente a mezzo vettura – modalità, limiti operativi e prescrizioni vigenti).
  35. Tribunale di Milano sezione specializzata in materia di impresa, ordinanza 25 maggio 2015 n.16612
  36. Tribunale di Torino, sezione specializzata in materia di impresa, sentenza 22 marzo 2017, in Dir. trasporti, 2017, 1013
  37. https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-05-26/il-tribunale-milano-blocca-servizio-uber-pop-tutta-italia-113200.shtml?refresh_ce=1.
  38. Il giudice assolve Uber, i tassisti: “Sarà guerra”editore=lastampa.it, 15 febbraio 2015. URL consultato il 9 aprile 2017.
  39. UberPop, un errore dei vigili urbani: ecco perché la patente va restituita, su genova.repubblica.it, repubblica.it, 17 febbraio 2015. URL consultato il 9 aprile 2017.
  40. Bloccato il servizio UberPop in tutta Italia. Vittoria per i tassisti. Codacons: danno enorme per gli utenti, su ilsole24ore.com, 26 maggio 2015. URL consultato il 9 aprile 2017.
  41. Tribunale di Roma, sezione specializzata in materia di impresa, sentenza 26 maggio 2017
  42. Concorrenza sleale, tra 10 giorni Uber diventa fuorilegge - Il Sole 24 ORE, su ilsole24ore.com, 8 aprile 2015. URL consultato il 14 aprile 2017.
  43. Uber non sarà più illegale da lunedì, il Tribunale sospende lo stop - Il Sole 24 ORE<, su ilsole24ore.com, 14 aprile 2015. URL consultato il 14 aprile 2017.
  44. Autobus, treni, taxi, NCC, Uber. Come ottimizzare il sistema dei trasporti urbani. – Marco De Mitri, su marcodemitri.it, 13 gennaio 2024. URL consultato il 14 gennaio 2024.
  45. davideberti.it, https://davideberti.it/blog/perche-uber-fatica-in-italia.
  46. Accuse di stupri, rapimenti, offese, sorveglianza illegale: il fronte anti Uber si allarga, su repubblica.it, 25 novembre 2014. URL consultato l'8 aprile 2017.
  47. corriere.it, https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/uber-un-alternativa-taxi-come-funziona-perche-non-paga-tasse-chi-osteggia/3838cc72-16a3-11ef-bebe-5950d3dfe58d-va.shtml.
  48. it.marketscreener.com, https://it.marketscreener.com/notizie/uber-affronta-un-processo-per-aggressione-sessuale-in-arizona-che-mette-sotto-esame-il-suo-record-di-ce7e58dadd8bf222.
  49. uber.com, https://www.uber.com/it/it/safety/.
  50. Madhumita Murgia, Essere umani. L'impatto dell'intelligenza artificiale sulle nostre vite, 2025, cap. 7 Il capo, Neri Pozza Editore, ISBN 978 88 545 3167 3
  51. lastampa.it, https://www.lastampa.it/esteri/2016/03/30/news/uber-torna-in-spagna-ma-solo-con-la-licenza-1.36585833/.
  52. rsi.ch, https://www.rsi.ch/info/mondo/Uber-vietata-in-Germania--828049.html.
  53. edition.cnn.com, https://edition.cnn.com/2015/03/18/news/uber-ban-germany/index.html.
  54. 1 2 (EN) Guardian reporter, What are the Uber files? A guide to cab-hailing firm’s ruthless expansion tactics, su the Guardian, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  55. Condé Nast, Le rilevazioni su come Uber si è espansa nel mondo, su Wired Italia, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  56. 1 2 (EN) Uber Files: The crucial fight against lawless lobbying, in Le Monde.fr, 16 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  57. Uber Files, Matteo Renzi: “Mai fatto leggi per Uber, mai incontrato i suoi manager”, su L'Espresso, 15 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  58. Uber files, la rete per affermarsi nel mondo: i favori di Macron e i tentativi di raggiungere Renzi, su la Repubblica, 10 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  59. Il Guardian rivela i suoi "Uber Files": la società faceva pressioni sui governi europei, su RaiNews. URL consultato il 23 agosto 2022.
  60. (EN) Uber Files: Tech firm lobbied top ministers at undeclared meetings, in BBC News, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  61. (EN) Uber broke laws, duped police and secretly lobbied governments, leak reveals, su the Guardian, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  62. (EN) Ricky Ben-David, Agencies, Uber lobbied Netanyahu, envoys, drafted bills in bid to operate in Israel, su www.timesofisrael.com. URL consultato il 23 agosto 2022.
  63. L'Ue chiederà chiarimenti a Kroes dopo l'uscita degli Uber Files - Europa, su ANSA.it, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  64. Uber files: cosa sono, cosa centra Renzi e cosa è successo negli altri Paesi, su Money.it, 11 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  65. ESCLUSIVO - Uber Files, la campagna di Russia: soldi e affari con gli uomini di Vladimir Putin, su L'Espresso, 25 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  66. (EN) Uber bosses told staff to use ‘kill switch’ during raids to stop police seeing data, su the Guardian, 10 luglio 2022. URL consultato il 23 agosto 2022.
  67. (EN) The Uber files | The Guardian, su the Guardian. URL consultato il 23 agosto 2022.
  68. uber files - Argomenti, su L'Espresso. URL consultato il 23 agosto 2022.

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